Università Cattolica del Sacro Cuore

Presentazione

III edizione: Lucca, 23-29 luglio 2017


La “Scuola estiva internazionale in Toscana di Studi leopardiani, pascoliani e montaliani” (III edizione, 2017) è un’iniziativa accademica che vede coinvolto il settore contemporaneistico del “Dipartimento di Italianistica e Comparatistica” della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Milano. È realizzata in collaborazione con il “Centro di Cultura dell’Università Cattolica” di Lucca (fondato nel 1975).

Ai propri iscritti, la “Scuola estiva internazionale in Toscana” propone una settimana residenziale – nel centro storico della suggestiva città di Lucca – dedicata a un ciclo intensivo di lezioni e di conferenze (inframmezzato da tour lucchesi e da gite culturali in Toscana) finalizzate ad approfondire la conoscenza del pensiero e dell’opera di tre dei più importanti poeti italiani dell’Ottocento e del Novecento – Giacomo Leopardi (1798-1837), Giovanni Pascoli (1855-1912) ed Eugenio Montale (1896-1981; premio Nobel per la Letteratura nel 1975) –, autori tutti e tre variamente legati non solo alla Toscana, ma altresì a Lucca e alla Garfagnana.

***

Risaputi sono i legami di Pascoli con Lucca, in specie dal 1895, quando da Livorno si trasferì a Castelvecchio di Barga. Pressoché misconosciuta è invece rimasta la menzione di Lucca e di Barga fatta da Leopardi, che nello Zibaldone il 19 dicembre 1826 scrisse: «Pietro Angelio  o degli Angeli,  da Barga (Castello di Toscana 20 miglia lontano da Lucca), nato del 1517. e morto del 1596»). Poco noti sono rimasti anche i legami lucchesi di Montale: che aveva delle biscugine a Lucca e una zia a Pietrasanta (entrata con enigmatiche apparizioni in testi quali Una visitatrice, Realismo non magico e Racconto d’uno sconosciuto); che intitolò Bagni di Lucca un componimento delle Occasioni; che menzionò i «buccellati» – il tipico dolce lucchese – nel Sogno del prigioniero e in Una visita quelli «di Cerasomma» (frazione, questa, di Lucca, ove nell’estate del 1928 egli presenziò alla festa di matrimonio tra un suo cugino e una parente di Anna Degli Uberti); che recensì Il volto santo di Pea (per poi donarne una copia a una delle sue muse ispiratrici, Paola Nicoli, e consigliarne la lettura a un’altra, Bianca Messina); e che quando inquadrò poeticamente Anna Degli Uberti a Genova, lo fece nella valle del fiume Bisagno («la foce del Bisagno dove ti trasformasti in Dafne», Annetta), ove i mercanti lucchesi di seta, che vi si erano insediati nel XII secolo, costruirono le loro chiese, tra le quali quella intitolata alla lucchese Santa Zita (ma, da scaltrito enigmista qual era, Montale ha reso intricata la soluzione ermeneutica, giocando sull’ambiguità: un altro torrente denominato anch’esso “Bisagno” ha infatti la propria foce nel borgo di Moneglia, a una quindicina di chilometri da Monterosso al Mare e da “Villa Vecchiona”, che fu la dimora delle estati monterossine di Anna Degli Uberti a cavallo degli anni Venti).

***

La “Scuola estiva internazionale in Toscana di Studi leopardiani, pascoliani e montaliani” vuole configurarsi come occasione di incontro tra nuove generazioni di studiosi (o di aspiranti tali) e maestri accreditati (docenti universitari strutturati, sia italiani sia stranieri), così da propiziare un proficuo scambio intergenerazionale di un variegato ventaglio di saperi, metodi e competenze: con lo sguardo sempre inteso all’approfondimento e nel contempo all’apertura di nuove prospettive, in un clima di sereno confronto e di dialogo costruttivo, nel rispetto delle differenti posizioni e interpretazioni, da recepire – senza chiusure preconcette – come opportunità dalle quali poter sempre e comunque trarre spunti interessanti per ulteriori ricerche e personali rielaborazioni.

***

La “Scuola estiva internazionale in Toscana di Studi leopardiani, pascoliani e montaliani” vuole poi costituire un’occasione di incontro e di conoscenza tra giovani studiosi (cultori della materia, conduttori di laboratorio, dottorandi di ricerca – o laureati aspiranti tali  –, dottori di ricerca, assegnisti di ricerca, ricercatori indipendenti), leopardisti, pascolisti, montalisti, ma non solo, così da propiziare scambi di informazioni sulle rispettive esperienze accademiche e sullo stato e sulle novità delle proprie ricerche e delle eventuali pubblicazioni. Nel contempo vuole creare per i giovani studiosi occasioni di incontro con i docenti di Università sia italiane sia straniere, anche in contesti informali – come a pranzo, a cena, durante i tour lucchesi e le gite in Toscana –, così da poter interagire e colloquiare con loro in un clima rilassato e cordiale.  Inoltre, vuole dare loro l’opportunità di esporre – alla presenza dei docenti e degli altri corsisti – una comunicazione o di presentare, avvalendosi di un poster, gli aspetti innovativi di una propria recente pubblicazione o della propria tesi di laurea o di dottorato di ricerca di argomento leopardiano, pascoliano o montaliano.

***

La “Scuola estiva internazionale in Toscana di Studi leopardiani, pascoliani e montaliani” si rivolge altresì agli studenti universitari desiderosi di approfondire la conoscenza in particolare di Leopardi, Pascoli e Montale – ma non solo –, nonché di poter interagire, oltre che con i docenti, con studenti di altre Università italiane e straniere e con i giovani studiosi, così da porre le basi per nuove conoscenze sia personali sia delle situazioni e dei percorsi universitari e di quelli successivi alla laurea.

***

La “Scuola estiva internazionale in Toscana di Studi leopardiani, pascoliani e montaliani” si rivolge anche ai docenti di ogni ordine e grado desiderosi di aggiornarsi riguardo allo stato delle ricerche più recenti e innovative riguardanti tre dei più importanti poeti italiani dell’Ottocento e del Novecento studiati nelle scuole dell’obbligo; e ciò sia per assecondare una passione personale sia per poter trasferire le nuove conoscenze apprese nelle proprie lezioni scolastiche (e poi magari decidere di tornare a Lucca in gita con i propri studenti). I docenti potranno proporre l’iscrizione anche ai propri studenti, se già maggiorenni all’epoca in cui si terrà la Scuola estiva.