Università Cattolica del Sacro Cuore

Il biennio in corso

Aleandro Laudadio

La mia amata terra natia è la Lucania, Grottole nello specifico, un paesino ubicato sulla collina materana: piccolo ma dalla grande storia, dal momento che già esisteva al tempo della Magna Grecia, ma con la denominazione latina Cryptulae. Nella capitale della cultura europea 2019 ho frequentato il liceo scientifico, ma la maggior predisposizione per gli studi umanistici mi ha persuaso a laurearmi in Lettere Moderne a Roma, con una tesi in Storia Romana. Sin dalla più tenera età ho coltivato un incommensurabile interesse per lo sport, in particolar modo per il calcio, motivo per cui il mio desiderio più grande è sempre stato quello di diventare un giornalista sportivo, ma gli studi universitari mi hanno portato a focalizzarmi molto anche sulla Storia e sulla politica nazionale ed internazionale: credo, infatti, che la geopolitica sia una disciplina imprescindibile per comprendere a fondo il mondo del presente e del futuro. Già da tempo scrivo di calcio, ma in un futuro lavorativo vorrei che il mio focus non fosse limitato, ma aperto alla trattazione dei macrotemi di massima rilevanza. Pratico diversi sport, nuoto in particolare: credo che cultura e lo sport costituiscano il binomio perfetto per forgiare un uomo. Adoro le opere antiche, gli arcaismi ed ho una profonda adorazione per determinati personaggi storici, specialmente Achille, Alessandro Magno ed Ottaviano Augusto: una particolare inclinazione per la vetustà , la mia, che concerne anche la musica, i cui generi per me più emozionanti sono il classico e l’epico.

 


 

Alessandra D'Ippolito

Una siciliana dal cuore a tratti romano, madrileno e parmigiano. A 18 anni ho lasciato il calore della mia terra, la sua ineguagliabile bellezza e la pallavolo per seguire la mia più grande passione: il giornalismo. Passando da una laurea in comunicazione al gusto di cacio e pepe e al suon di flamenco a una specialistica in giornalismo e cultura editoriale al sapor di prosciutto e tortelli, sono approdata infine a Milano per completare il mio percorso universitario, oltre che gastronomico. Divoratrice di libri, Jovanotti-dipendente e cultrice di film e fiction, fin da bambina ho sempre amato vivere infinite storie, cercarle e raccontarle. Per questo motivo l’aereo è il mio più caro amico – in tutti i sensi – e il treno il mio fedele compagno. Amo viaggiare, conoscere luoghi e persone nuove, assaporare la diversità e nutrirmi di nuove avventure, anche se la Trinacria sarà sempre casa. Mi reputo una ragazza fortunata, in fin dei conti sono riuscita a realizzare parte dei miei sogni e a regalarmene di nuovi. Quello che mi aspetto? Qué todo vaya bomba!


 

Alessandra Petrini

Maremmana come le vacche. Durante le scuole dell’obbligo la mia prerogativa è stata quella di far ricordare il mio nome agli insegnanti nel giro di poche ore, a volte di minuti. Parlo tanto e tendo a puntualizzare. Cioè specifico, chiarisco, preciso. Nel senso che proprio ci tengo a farmi capire bene. La scelta dell’università è stata una logica conseguenza del mio modo di essere: cos’altro se non giurisprudenza? Appassionata di sport e affascinata dal crimine, sono una sportiva ma non una criminale. Talvolta sociopatica: non chiedetemi di uscire il sabato sera se c’è una partita di calcio importante. Il giornalismo non è stato per me una vocazione, ma un modo per rendere le mie passioni e i miei interessi il lavoro della mia vita. So essere anche seria e sono d’indole molto sensibile. Sin da bambina non so voltarmi dall’altra parte davanti a un’ingiustizia.

 


 

Alessandro De Capua

Sono nato a Policoro, una piccola città della Basilicata, e mi sono diplomato al liceo scientifico. Dopo le scuole superiori, la scelta dell’università è stata chiara sin dall’inizio, perché la mia passione per le lettere e la scrittura ha influito molto nella mia formazione didattica. Dalla Basilicata mi sono trasferito a Firenze, dove ho studiato Scienze Umanistiche per la Comunicazione. L’esperienza fiorentina mi ha aiutato molto a crescere e maturare sia come studente, sia come persona, facendomi vivere una realtà diversa rispetto a quella a cui ero abituato e mi ha aperto un mondo del tutto nuovo. La lettura e la scrittura sono da sempre le mie passioni assieme alla musica, in particolare l’hard rock, il calcio e l’arte classica. Conseguita la laurea, mi sono trasferito a Milano per continuare i miei studi e per inseguire il mio grande sogno di sempre: diventare un giornalista.

 


 

Annarosa Laureti

Classe ’96, nata nelle Marche ma milanese d’adozione. Trasferita a 19 anni, tra me e la città meneghina è stato subito amore a prima vista. Laureata in Comunicazione, mi piace definirmi una nostalgica amante della carta stampata. Ciò che adoro di più è sfogliare, toccare con mano e godere del profumo dei libri e delle riviste. Appassionata di arte, moda, cinema e spettacolo sono sempre alla ricerca di qualcosa da fare e da scoprire. Da buon ariete (il mio segno zodiacale) sono un gran “animale sociale” dai mille difetti: irruente, testarda e permalosa. Tuttavia mi ritengo anche una persona molto empatica ed una buona confidente. Mi piace parlare con la gente, venire a conoscenza di nuove storie. La passione per la scrittura, cominciata ai tempi del liceo, si è trasformata in desiderio di raccontare le vite degli altri da cui c’è sempre da imparare.


 

Beatrice Barra

Polentona acquisita classe ‘97, provengo dalla punta calabrese dell’Italia e sono a Milano da ormai quattro anni. Ho frequentato il liceo scientifico della mia città, ma ho sempre coltivato la vocazione umanistica che mi caratterizza. Sono appassionata di letteratura italiana e latina e amo la poesia. Mi commuovo ogni volta che leggo “La Cavallina Storna” di Pascoli e so a memoria gran parte delle poesie di Montale. Ho fatto teatro per due anni al liceo e scrivo da quando ne ho cinque: questa è, indubbiamente, la mia più grande passione. Ascolto la musica che ormai non conosce più quasi nessuno e mi piace guardare i film al cinema. Non serve molto per farmi commuovere, ma non so accontentarmi di poco. Odio la mafia e la disinformazione e vorrei, nel mio piccolo, dare un contributo per combattere entrambi con il mezzo più potente che possiedo: la mia penna. Sono un’accumulatrice seriale di ricordi e questo ben si sposa con la mia idea di giornalismo: imprimere nella memoria collettiva le vicende socialmente significanti. Il mio modello di riferimento è Dino Buzzati per la sua capacità di creare un filo conduttore tra cronaca e letteratura che permette ai suoi scritti di uscire dalla dimensione dell’occasionalità e rimanere stampati nella memoria di li legge.


 

Beatrice Broglio

La nebbia obbliga a cercare cosa ci sia al di là della coltre, procedendo con cautela. Credo sia stata la mia natura di lombarda doc ad avermi spinta a cercare di dissipare quella nebbia che spesso grava su ciò che accade attorno a noi. Diritti e doveri sono ben chiari nella mia testa grazie a una laurea in giurisprudenza, ma sento che solo il giornalismo mi permetterà di raggiungere il mio scopo. Seguo con passione (un po’ morbosa) l’attualità, principalmente politica ed economica. Venero Jimmy Fallon. I miei dogmi sono due: credere nelle nuove generazioni e non andarmene dall’Italia fino a quando avrò fatto tutto il possibile per cercare di modificare ciò che non funziona. Amo la libertà, soprattutto la libertà di essere. E ciò che conta nella frenetica Milano è sapere cambiare forma, ma senza mai perdere la propria essenza.


 

Bruno Cadelli

 

Nato a Conegliano e cresciuto a Sacile, ho frequentato il liceo scientifico a Pordenone. Forgiato nel Nordest, mi sono trasferito a Milano dove ho conseguito la laurea in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee. Ex cestista, calciatore e boxeur, ho presto compreso che lo sport praticato non era la mia strada. Raccontarlo è invece il mio sogno, tant’è che la mia prima cronaca calcistica l’ho scritta in un tema alle elementari. Con un jab di Sonny Liston, un dribbling di Messi e una freccia di Marco Galiazzo mi viene la pelle d’oca facile. La radio è la mia passione e la mia esistenza terrena è stata sempre scandita dalle voci di Tutto il Calcio minuto per minuto. La musica accompagna le mie giornate e suono il sassofono quando ne ho voglia, passando da Take Five alla colonna sonora de Il Gladiatore. Mi sento felice con la canna da pesca in mano e non dico mai no ad una birra con gli amici. Adoro la storia militare e a otto anni conoscevo Horace Nelson più di Geronimo Stilton. Amo i cartoni Disney, mi affascina la geopolitica e ho viaggiato tantissimo. La mia folle paura del volo non fermerà mai il desiderio di conoscere nuovi Paesi e realtà.

 


 

Claudia Barbieri

Classe 1997, originaria di Massa, una piccola città sulla punta Nord della Toscana tra il mare e le colline. Ho studiato al liceo classico, perché sono sempre stata una secchiona e un'amante di Catullo e Omero. La fame di sapere e la passione per Dino Buzzati e Oriana Fallaci mi hanno portato a Milano, dove ho capito che la scrittura e le inchieste saranno la mia ragione di vita. A volte parlo troppo ma non lo ritengo un difetto, piuttosto un pregio per chi non sa nascondere la propria verità. Non mi piace passare troppo tempo in casa, voglio esplorare ogni giorno un posto diverso e vivere la realtà in cui sono immersa, a costo di trascinare anche i miei amici in avventure improponibili. Sono romantica per vocazione, leggo poesie, sogno tantissimo e mi commuovo facilmente. Quando torno a casa in treno, spesso rifletto e capisco che non vorrei più tornare indietro. Mi affascinano il mistero, gli interrogativi dietro ogni notizia, e vorrei occuparmi di cronaca nera per rispondere all'esigenza di un perché. In futuro mi vedo con una telecamera in mano e una storia nel taccuino ma mai dietro le quinte.


Claudio Rosa

Cresciuto ad arrosticini e Montepulciano, nasco in un paesino abruzzese ma ben presto vengo adottato da Milano, per inseguire il sogno del giornalismo. Da sempre con in testa il pallino della scrittura, credo che la vera chiave di lettura della vita sia da ricercare nelle cose ignote, nei dubbi e nei tuffi al cuore. Ansioso di natura, prediligo il treno all’aereo per spostarmi durante i miei viaggi, probabilmente per la paura dell’altezza o perché fa più vintage. Calciofilo fin dalla nascita, ho una passione per gli sport americani, in particolar modo Nba e Nfl, oltre ad un amore viscerale con i motori e tutto il mondo a quattro ruote. Tendo a definirmi polistrumentista, anche se suono male la chitarra ed il pianoforte peggio. Mi fanno compagnia quotidianamente Battisti e De André, sempre presenti sul mio telefono e nelle mie inseparabili cuffiette. 


 

Davide Cavalleri

Sono nato a Bergamo ma ho lo sguardo rivolto a tutto ciò che avviene nel mondo e che compone l'affresco del campionario umano che mi circonda. Appassionato di pittura e fotografia, mi sono diplomato al liceo artistico per poi virare verso gli studi umanistici in Lettere che ho concluso nella mia città. L’amore per il viaggio, l’interesse verso altre culture e la mia curiosità nei confronti delle periferie dell’umano mi hanno portato a vivere per due anni in Bolivia come volontario: sperduto, in un villaggio dimenticato a 4500 metri sulle Ande latinoamericane, mi sono affiancato con discrezione alle vite umili e dignitose dei minatori e dei campesinos locali. Mi sono avvicinato presto al giornalismo, collaborando con diverse testate della bergamasca. Inseguo con determinazione il sogno di poter scrivere reportage dalle periferie del mondo con il proposito (forse utopico) di mantenere accesi - con passione e compassione - i riflettori dell'opinione pubblica sulle vicende umane: su quelle vite che non vengono raccontate e la cui esistenza meriterebbe più attenzione. Mi commuovono le poetiche di De André e Guccini; mi emozionano i libri dei grandi reporter-viaggiatori come Terzani, Kapuscinski, Rumiz (che hanno alimentato in me l’amore per il giornalismo); cerco di tenere debitamente sotto controllo la passione irrefrenabile per il calcio, che mi ha portato a collaborare con Calciomercato.com. Mi interesso di tutto ciò che mi circonda e che attira la mia attenzione perché, parafrasando Terenzio, “nulla di ciò che è umano mi è estraneo”.

 


 

Emiliano Dal Toso

Più di trent’anni trascorsi inseguendo passioni: il cinema, la musica, il calcio, la letteratura. Un modo di essere che si è manifestato in maniera clamorosa durante l’adolescenza: sei anni di liceo classico (cinque più uno), l’amore per I promessi sposi e i libri di Irvine Welsh, la folgorazione per i capolavori di Clint Eastwood e di Martin Scorsese, l’entusiasmo irrefrenabile per la notte di Atene di Pippo Inzaghi e della settima Champions League rossonera. La laurea in giurisprudenza è un importante dettaglio, che non ha affievolito ma ha rafforzato la voglia di capire il mondo, di preferire le domande alle risposte, di non smettere mai di sovvertire le regole, il pensiero comune e le proprie vecchie convinzioni. Milano è la città dove crescere, Parigi e Dublino quelle dove si sogna, un giorno, di fuggire. Fortemente affascinato dai personaggi più discutibili, autodistruttivi e contradditori (da Kurt Cobain a Massimo D’Alema, da Michel Houellebecq a Mario Balotelli), insofferente e masochista di fronte alle possibilità di profitto e di guadagno economico, una delle poche certezze è rimasta quella di parteggiare sempre per le parti più deboli: l’ultima, ben poco conveniente battaglia è di seguire e approfondire il calcio femminile, affinché venga equiparato a quello maschile, sotto il profilo di diritti, tutele e attenzione dei media. Aspettando il prossimo film o il prossimo libro per cui emozionarsi e versare superflue, ma romanticissime, lacrime.


Federica Magistro

Classe 1997, “milanese” di Cormano. La pallavolo ha fatto parte della mia vita per ben 14 anni, ma ho dovuto appendere le ginocchiere al chiodo per concentrarmi sul mio futuro, sul quale sono sempre stata molto decisa. Appassionata di lingue, come la mamma, e di giornalismo, come il papà, tanto che mi sono laureata in lingue, comunicazione e media all’Università Cattolica di Milano, con la consapevolezza che le lingue straniere fossero il mezzo comunicativo più potente che esista. Mi perdo nello studio di cose nuove, amo guardare serie tv e documentari di ogni genere (meglio se in lingua originale) e scrivere, anche solo per me stessa. Tutto ciò in cui mi cimento lo faccio con passione e dedizione e non mi piace starmene con le mani in mano. Mi definisco ambiziosa, curiosa e riflessiva, a volte anche un po’ troppo. Fin da quando ero bambina ho sempre guardato i giornalisti televisivi con molta ammirazione, immaginandomi, in un futuro, al loro posto. Chi mi conosce bene lo sa, non mi fermo mai finché non raggiungo il mio obiettivo.

 


 

Francesca Canto

Classe 1995, siciliana d’origine e milanese d’adozione. Mi sono laureata alla facoltà di Linguaggi dei Media dell’Università Cattolica per poi occuparmi di pubblicità all’interno del Gruppo Cairo. Il mio amore assoluto per la verità e la buona informazione mi hanno tuttavia allontanata dal dio marketing, per riportarmi al punto di partenza: la passione per il giornalismo che mi cattura sempre, anche quando cerco di scappare. Scrivo di continuo, di tutto e di tutti, e sono sfacciata, purtroppo o per fortuna. Mi piacciono i Cure, l’arte contemporanea, gli aperitivi rinforzati e i film di Bertolucci. Credo che l’impossibile possa quasi sempre tramutarsi in possibile.


Francesco Castagna

“Romano de Roma”, sono un ragazzo di ventisei anni che ha maturato la passione per il giornalismo nel corso del tempo ammirando talenti come Montanelli. Ho una testa che va a mille, le notizie m’inseguono tanto quanto faccio io con il giornalismo, ed ecco perché le mie vacanze non sono mai totalmente rilassanti. Ho un percorso umanistico: mi sono laureato in Comunicazione alla Sapienza di Roma. Dopo anni di volontariato e di passione per il sociale mi sono dedicato all’attivismo per diverse associazioni, sempre interessato alle realtà più sensibili. Chi mi conosce bene dice di me - e ha ragione- che sono un ragazzo da amare o da odiare. Osservo il mondo circostante con l’occhio di un romanziere che riesce a tirar fuori dalle persone le motivazioni più profonde e non mi fermo mai al primo impatto. Scrivo per una webzine di arte, spettacolo e cultura generale e dopo l’esperienza di un anno dentro una redazione ho capito che questo deve essere il mio mondo. Appassionato di fumetti, pesca, arte, cultura pop e libri, cerco di riempire la mia vita di qualsiasi forma di arte che mi renda sereno.

 


 

Francesco Corbisiero

Classe ’91, maturità classica, triennale in Scienze Politiche e magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo. Provinciale per nascita, romano per adozione, milanese per necessità. Amo scrivere perché non so fare nient’altro e, a ben vedere, non ho fatto nient’altro: attratto dall’odore della carta stampata, ho comprato per la prima volta un quotidiano all’età di 12 anni, a 17 ho cominciato a scrivere per un periodico locale (in una redazione piena zeppa di vecchi, mi dicevo ‘’l’importante è scrivere’’) e, per fortuna o purtroppo, da quel momento in poi nessuno ha provveduto a togliermi la penna di mano: potete trovare la mia firma su blog, testate on-line, giornali universitari, webzine e così via, ma è meglio che non la cerchiate. Amo il nuoto, i libri, i gatti e la cucina, credo nella pausa sigaretta come momento di concentrazione per idee, riflessioni, domande e ipotesi, mi piace il mondo perché è complesso e non è fatica sprecata provare a capirlo, interpretarlo e spiegarlo. Insomma, sto cercando di diventare saggio senza finire in un angolo della strada.

 


 

Giacomo Cozzaglio

Milano è dal 1994 la mia città, il luogo dove sono nato e cresciuto. Una città che ormai è parte di me sebbene spesso non comprenda i suoi ritmi frenetici. Ho sempre cercato di seguire le mie passioni e per questo ho studiato all’università per cinque anni storia. Forse è stata la complessità della storia recente e il bisogno di raccontarla a spingermi sulla via del giornalismo. Mi sono avvicinato a questo mondo intrigante cercando notizie di ogni tipo provenienti dall’estero più che dall’Italia: così, fatti lontani diventavano ai miei occhi molto importanti e parlarne era ormai un’abitudine giornaliera e irrinunciabile. Ma l’interesse per la geopolitica non è tutto di me. Sono un ragazzo originale per gusti e interessi: i fumetti franco-belgi e Topolino, il jazz, la musica classica e lirica, le colonne sonore, i cartoni animati Disney, l’hobby delle poesie. Diventando giornalista spero di poter aiutare senza orgoglio a comprendere il mondo che ci circonda, senza dimenticare quanto contino nel lavoro e nella vita le relazioni umane. Un insegnamento ricevuto dalla mia famiglia e sintetizzato nel mio motto: “Friendship, I suppose, is the only way we have to feel happy and safe everyday”.

 


 

Giacomo Gitti

Nato nel 1997, sono ormai 22 anni che porto avanti una relazione stabile con la mia Brescia, “materna mia terra” dalla quale fatico a staccarmi persino durante le vacanze. Crescendo, però, ho trovato la forza (e il coraggio) per uscire dalla cosiddetta “confort zone” e così mi sono trasferito nella vicina Milano, durante il periodo universitario, per studiare Linguaggi dei Media all’Università Cattolica. Ho quindi tradito la mia Brescia ma ho una giustificazione in più: la mia passione per il giornalismo. Questa infatuazione è avvenuta un po’ per caso e soprattutto in un momento difficile della mia giovinezza: a seguito dell’ennesimo infortunio, ho deciso di riporre in un cassetto il sogno (irrealizzabile) di diventare calciatore e di vivere le partite da un’altra prospettiva. Così io, che sono cresciuto a pane e calcio, credo di poter dire che oggi guarderei più volentieri un incontro di Federer o un’inchiesta giornalistica che il Derby di Milano.

 


 

Giovanni Domaschio

Nato a Negrar, come molti altri veronesi, da genitori giornalisti, ho malauguratamente deciso di portare avanti la maledizione di famiglia, nonostante i numerosi tentativi di dissuasione. A sei anni dalla fine del liceo, due lauree in scienze politiche, innumerevoli viaggi e trasferimenti ed un’intensa esperienza di servizio civile, ho deciso che non ne avevo ancora abbastanza né di studio né di incombenze. I miei interessi sono eterogenei e poliedrici, e spaziano dal volontariato sociale alla subacquea ricreativa. Questa varietà nelle mie passioni ha sempre reso per me ardua la scelta di intraprendere una strada precisa, ma dentro di me ho sempre saputo che il giornalismo mi avrebbe reso felice: il mio amore per il linguaggio scritto e parlato e la mia smisurata curiosità ben si sposano con questo mestiere, e spero veramente di ottenere gli strumenti per, un domani, poter realmente affermare non solo di sentirmi realizzato, ma anche di star facendo la differenza nel mondo.


Lorenzo Cultrera

Nato a Milano nel dicembre del 1997. Dopo aver conseguito il diploma scientifico, ho iniziato a lavorare e mi sono iscritto alla facoltà di comunicazione interculturale. Curioso e vitale fin dalla nascita, sento sempre il bisogno di conoscere e sapere di più. Ho iniziato a lavorare come cameriere in una pizzeria. Poi, l’impulso di seguire le mie passioni mi ha portato a scrivere per un settimanale sportivo lombardo, il mio primo approccio al mondo del giornalismo. Dopo questa mia prima esperienza nel settore, ho lavorato per giornali online dove ho scritto principalmente di calcio, italiano ed internazionale. Ho avuto un’esperienza in una Radio nazionale dove ho lavorato per un programma di politica estera. Trascorro il mio tempo libero guardando documentari di ogni genere, viaggiando in moto (il mio amore più grande), e leggendo news sullo sport e sugli esteri. Il mio obiettivo è informare garantendo la massima trasparenza e verità.


Luca Barenghi

Nato a Magenta, classe ’96, e residente da allora ad Abbiategrasso, sono cresciuto nella sonnolenta provincia del Sud-Ovest milanese. Dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica, ho deciso di frequentare la facoltà di Scienze Umanistiche per la Comunicazione dove mi sono laureato con una tesi intitolata: “Black & White: l’inconsistenza del connotato razziale all’interno del genere Blues”. Il titolo suggerisce quale sia la mia più grande passione, sbocciata sin da quando ero molto piccolo: la musica. Un amore, quello per le sette note, al quale si affianca sicuramente quello per la scrittura, specialmente giornalistica, coltivata negli anni “scientifici” del liceo, durante i quali preferivo star dietro alle parole anziché a numeri e formule. Già prima del mio arrivo in questo master, ho lavorato in realtà giornalistiche sia giovani che maggiormente affermate. Qui ho già fatto un po’ di gavetta, e ho sviluppato una serie di capacità che vorrei espandere e affinare durante questo mio nuovo percorso universitario.


Luigi Scarano

Sono nato nel 1991 a Napoli, dove ho studiato Scienze Politiche. Ho deciso di voler diventare un giornalista a otto anni. Dalla finestra del salone vidi la banca sotto casa circondata da polizia e carabinieri. La “banda del buco” stava realizzando una delle sue prime rapine. Corsi a prendere carta e penna e passai l’intero pomeriggio ad appuntare ciò che vedevo. Tenevo gli occhi fissi sull’ingresso della banca e scalpitavo per terminare di scrivere quelle note per farle leggere a qualcuno. Non avevo mai provato quella sensazione: raccontare le cose è un modo per metterle in ordine, e l’ordine dà chiarezza a tutto. Capii in quel momento che non avrei mai voluto smettere di farlo. Nel corso degli anni mi sono occupato di musica, sport, cultura e cronaca locale. Ho scritto soprattutto di cose legate in qualche modo alla mia città. Per le sue strade ho imparato ad ascoltare le persone, guardarmi attorno, dosare le parole, andare dritto al punto. In questo periodo ho lavorato come redattore desk e social media manager per Fantacalcio.it. La letteratura è l’altra mia grande passione. Leggo e scrivo perlopiù racconti, e collaboro come editor per la casa editrice Pidgin.


Manuel Santangelo

La mia storia è quella di un ragazzo di provincia, partito da un paesino abruzzese e arrivato a Milano per assecondare la sua passione smodata per le parole. Cerco sempre quelle giuste da usare e, anche se i risultati sono altalenanti, io non demordo: mi hanno detto che i bravi giornalisti non si arrendono facilmente. Scrivo tanto da sempre e dovunque, sulle testate registrate ma pure sui biglietti del tram. L’ho fatto anche quando studiavo comunicazione a Bologna e persino mentre prendevo una magistrale in marketing che forse un giorno mi tornerà utile. Come un piccolo Forrest Gump, vado sempre di corsa e mi appassiono genuinamente a tutto quello che mi circonda: la mia vita è una scatola di cioccolatini di diversi gusti e a me piacciono tutti in egual misura, con buona pace di chi ama le scelte nette. Nel tempo libero disegno ascoltando musica soul e jazz, vado al cinema e leggo romanzi ambientati in luoghi dove mi piacerebbe andare almeno una volta nella vita. Credo che la gentilezza potrebbe salvare il mondo. Non sono certo di avere ragione ma, nel dubbio, rimango della mia idea. Mi piace scrivere e conversare di qualunque argomento ma faccio fatica a parlare di me stesso, quindi perdonate questa bio. Se non va bene ditemelo e la sostituisco con trecento parole sul vostro gatto. Potrebbe essere più interessante. I miei amici dicono che non mi prendo mai troppo sul serio: è difficile dargli torto ma io amo troppo quel tipo di leggerezza ironica, che non ha niente a che fare con la superficialità, per abbandonarla.


Marianna Mancini

Nata e cresciuta in Romagna, dopo la maturità classica Milano mi ha accolta mostrandosi non solo una città, ma un modo d’essere: laboratorio di idee e d’ambizioni. Qui ho studiato Lettere Moderne, nutrendo la mia passione per la letteratura nel suo irriducibile tentativo di essere umanità in dialogo con se stessa. In fondo, credo che il giornalismo persegua il medesimo scopo, sostituendo all’immaginazione la realtà. La scrittura è per me una preziosa confidente e la lettura continua a ricordarmi il difficile mestiere della vita, nella sua esigenza di saper cogliere il punto di vista altrui, necessario per chi desidera raccontare storie quotidiane e straordinarie. Anima curiosa, sensibile e irrisolta, amo stare in silenzio davanti al mare, coltivare il senso dell’umorismo e perdermi ad osservare sconosciuti.


Mattia Giangaspero

Barese di nascita, milanese di residenza, nato nel 1998, ho deciso di abbandonare il sole per la nebbia. Da tre anni sono stato catapultato nella realtà lombarda, in una città come Milano, che, mai pensavo mi avrebbe scosso l’animo, dandomi tanta voglia di cambiare in meglio me stesso. Il mio percorso di studi è iniziato all’università Cattolica dove mi sono laureato in Linguaggi dei Media con una tesi sperimentale sull’analisi dell’organizzazione del lavoro all’interno delle redazioni. La mia più grande passione è gestire il mio tempo al meglio provando a fare più cose possibili nell’arco della giornata: non riesco a stare mai con le mani in mano. La vocazione per il giornalismo, sin da piccolo, è dovuta al fatto che mi sento una persona perennemente alla ricerca della verità dietro ad un fatto. Sottopongo, anche a me stesso, interrogativi sul mio modo di fare e di agire per capire se, realmente, è giusto il mio approccio a un argomento. Sono appassionato di calcio e mi piacerebbe un giorno coronare il mio sogno di diventare un telecronista sportivo, anche se mi scopro morbosamente attratto anche dalla politica interna. In futuro mi rivedo lavorare in questo bellissimo stivale che tutti giudicano ed invidiano, ma se dovessero capitare interessanti opportunità all’estero, le prenderei in considerazione. Mi piace molto scrivere poesie. Se mi sento solo, prendo una penna in mano e incomincio a scrivere, sfogo il dolore che provo. Sono convinto che, scrivendo, si possa liberare un pezzo di sé, confidarsi con il mondo intero, riscoprirsi umani.


Melissa Paini

Da 23 anni Milano è casa mia, anche se il mio cuore appartiene all’Italia, e il Bel Paese me l’ha rubato. Amo ridere tanto quanto amo raccontare. La bellezza del linguaggio e delle parole mi hanno portato a studiare lingue al liceo e a laurearmi in Comunicazione. Cresciuta tra scarpini, borsoni e partite la domenica, ho cercato di ignorare il calcio, ma non ce l’ho proprio fatta. Mi ci sono appassionata. L’emozione che trasmette è troppo forte per non essere raccontata. Mi piace guardare al di là delle apparenze e dei fatti, perché ci sono tante storie nascoste che aspettano di essere raccontate. Ho scelto il giornalismo perché spero di essere io ad avere l’onore di raccontarvele. Combatto la timidezza con la mia forte determinazione: sono ambiziosa e patologicamente disordinata. Mi affascinano i tramonti, la criminologia e mi incanto davanti al mare. “Mi nutro di emozioni”, dice il mio adorato Vasco, e allora io lo urlo perché fare un po’ di casino non guasta mai. La serenità di un disegno vale per me come l’antipasto, il desiderio ardente di scrivere è il piatto principale, l’adrenalina di un “crime” è la seconda portata e l’estasi di un goal al 90esimo lo desidero per dessert.


Natale Ciappina

Sono nato e cresciuto a Palmi, nella provincia più profonda della Calabria, dove ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo della carta stampata occupandomi di cronaca e politica locale. Dopo esser transitato da Pisa e Bologna, ho deciso di fermarmi a Milano per il master in Cattolica, dando finalmente concretezza a una passione, quella per il giornalismo, assai più forte rispetto alla paura di fallire e alla precarietà del settore. Go big or go home, direbbero gli americani, e così ho fatto. Sono un grande appassionato di cinema, e forse proprio per questo mi interessano i cosiddetti “intrighi di palazzo”, siano essi riguardanti la politica italiana o quella statunitense. Per il resto, guardo tantissima NBA e non perdo un episodio del Saturday Night Live da quando ho una connessione a internet, ritrovandomi spesso a vivere col fuso orario di New York pur stando in Italia.


Pasquale Ancona

Pugliese, né salentino né barese. Figlio di quella terra poco conosciuta che ha i trulli e i muretti a secco costruiti a pochi metri dal mare, dove lo scrosciare delle onde zittisce il bombardamento dei pensieri. Finto umanista, quasi accademico, il mio passatempo preferito è porre domande. Dopo una tesi su un giovane e quanto mai filosofico Leopardi, ho cominciato a correre per inseguire un’utopia, e da allora non mi sono più fermato. Sono approdato in Emilia, a Parma, col solo intento di consumare le suole delle scarpe, che poi è l’unico vero modo per dirsi giornalisti. Dopo due anni e uno studio apocrifo sulla BBC, ho cambiato latitudine e ho raggiunto Milano per mettermi alla ricerca di altre storie da raccontare. Ciceronico, ridondante, il mio stile si accartoccia su se stesso, ma qualcuno dice che è un difetto. Dostoevskij credeva che la bellezza potesse salvare il mondo: lo farà il giornalismo.


Vittorio Maccarrone

Catanese verace dal 1994, ho lasciato la splendida città alle pendici dell’Etna dopo aver completato la maturità classica: destinazione Pavia, quella che è ormai la mia seconda casa. Nella fredda cittadina dell’Oltrepò sono rimasto poco più di cinque anni per frequentare l’Università, laurea in Scienze Politiche. Ho sempre posto particolare attenzione alle dinamiche mediorientali, soprattutto durante la specializzazione in Relazioni Internazionali. La politica, sia interna che estera, è infatti il mio pane quotidiano dai tempi del liceo. La vicinanza a Milano mi ha dato l’opportunità di assistere a diversi eventi e conferenze con autorevoli esponenti provenienti sia dal mondo del giornalismo che da quello accademico. È qui che, dopo aver ascoltato in prima persona le esperienze di diversi reporter di guerra, ho preso seriamente in considerazione la possibilità di diventare un giornalista. L’idea di lavorare sul campo insieme alla mia macchina fotografica (altra grande passione) e vivere le difficoltà degli abitanti di una città sotto assedio per informare approfonditamente il pubblico è una prospettiva stimolante che spero possa diventare realtà. Attualmente collaboro per la rivista online “Il Caffè Geopolitico”, dove mi occupo di Nord Africa e Medio Oriente.


Viviana Astazi

Nata a Roma nel 1994, sono cresciuta in provincia di Frosinone, dove ho frequentato il liceo classico. A 19 anni sono tornata a Roma e ho completato la laurea magistrale in Editoria e scrittura. Sogno di diventare una giornalista fin da bambina, da quando passavo ore ad ascoltare i telegiornali con mio nonno. Per questo ho lavorato sei mesi in un ufficio stampa dedicato alla comunicazione sanitaria, per trasferirmi poi a Milano e continuare a inseguire il mio sogno. Vedo il giornalismo come un modo per approfondire la conoscenza del mondo che mi circonda, sia in piccolo sia in grande. Mi interessano i problemi sociali, dalla questione femminile all’immigrazione, e vorrei specializzarmi in ambito politico. Nel tempo libero divoro libri di narrativa, spaziando tra generi diversi. Adoro la scrittura creativa, le serie tv, gli anime giapponesi e i gatti. Se dipendesse da me sarebbe sempre estate – o al massimo primavera inoltrata: svegliarmi con il cielo sereno mi mette sempre di buon umore.