Università Cattolica del Sacro Cuore

3. Avvertenze utili e necessarie agli amatori de’ buoni libri (1756)

Coperitna

Autore Gaetano Volpi, con note e illustrazioni
Presentazione di Edoardo Barbieri
Anno di edizione 2006
Pagine 84, ill.

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Presentazione

Fino a dove può spingersi l’amore per i libri? Nel Settecento dell’enciclopedismo e degli studi eruditi Gaetano Volpi, abate padovano affetto da bibliofilia, ci trasmette la passione per i libri anche nei suoi aspetti più inusuali. In 144 lemmi, ritrascritti dall’originale a cura degli studenti del laboratorio di editoria dell’Università Cattolica sotto la guida del docente Roberto Cicala, emergono piccoli segreti dell’editoria, consigli e curiosità da collezionisti per toccare con mano un amore cartaceo che resiste nel tempo. Tra i consigli stravaganti si può trovare anche quello sui cani: «conviene bandirli affatto dalle librerie, atteso il loro istinto d’alzar la gamba… principalmente dove le scansie sono quasi fino a terra, essendo a’ libri perniciosissima la loro orina», scrive il Volpi. nel 1756. Ma come dimenticare l’ammonimento di Paul Valery: «I libri hanno gli stessi nemici dell’uomo: il fuoco, l’umidità, il tempo e il proprio contenuto»!

Dettaglio

Ma ciò che salva il Volpi, e fa delle Varie avvertenze (sia pur sotto il titolo inventato Del furore d’aver libri, curioso falso perpetrato da una casa editrice seriosa come Sellerio: ma non posso lamentarmi troppo, perché faccio parte dell’associazione roveretana “Furore dei libri”...) non solo una chicca erudita ma un piccolo successo editoriale, è l’ironia, la capacità di sorridere delle proprie manie. Basti leggere che so, la voce “Fanciulli” («Per questi convien chiudere le librerie e nascondere i buoni e scelti libri»), o quella “Gatti” («Questi infestano le librerie col natural loro vezzo di aguzzarsi l’ugne... e colla loro pestilente orina»), o ancora “Venditori di formaggi e di salumi” («Debbono visitarsi spesso dagli amatori de’ libri, mentre del continuo ne comperano e di stampati e di manoscritti per involgere le loro merci»). Grazie dunque a chi, con grande fatica, ci ripropone questa sapida operetta, accompagnata per la prima volta – per quel che ne so – dal un intelligente tentativo di commento. Buona lettura!