Università Cattolica del Sacro Cuore

Il biennio in corso

Francesco Altavilla

Sono nato a Ferrara, 26 anni fa. Dalla città dei Buskers e dei cappellacci di zucca mi sono spostato prima a Bologna e poi a Parigiper studiare storia contemporanea. Salvo poi tornare tra le mura di casa alla fine del mio peregrinare. Ho iniziato a lavorare come giornalista per un quotidiano locale on line quando mi sono reso conto che, al piacere della lettura e dello studio, non disdegnavo alternare la convivialità di un paio di birre, ascoltando storie (in)credibili da personaggi incontrati per caso (tra cui il mio direttore). Durante la giornata mi interesso di cronaca politica, interni, esteri ma anche sport (rugby) e cultura. Il mio sogno di diventare giornalista e la mia passione di narratore mi hanno portato a Milano, ennesima tappa del mio percorso, che spero aggiunga precisione, competenza e affidabilità al mio raccontare.


Giulia Argenti

Nata a Terni nel 1992. La mia terra mi ha trasmesso l'amore per la natura attraverso le lunghe passeggiate per le campagne umbre. Dopo la maturità classica mi sono laureata in Lettere Moderne a Roma con una tesi su La Ciociara di Alberto Moravia. Ho mosso i primi piccoli passi nel mondo del giornalismo collaborando con un giornale online della mia città e da lì non sono più riuscita a smettere. Ho scelto il master per imparare tutto ciò che c'è da sapere sul giornalismo, sperando di fare della mia passione un lavoro. Della professione giornalistica mi affascina soprattutto l'idea di osservare la realtà, scavare all'interno di essa e ricavarvi delle storie da mettere nero su bianco. Politica interna, estera e fotoreportage sono i campi che più mi attraggono. 


Francesco Bruno

Milanese doc, classe ‘92, una laurea in lettere moderne all’università Cattolica e tanta passione per la scrittura. Primogenito con tre sorelle, ho imparato a sopravvivere a qualunque cosa. Da più di quindici anni inseguo un pallone ogni domenica, in campo o negli stadi. Siccome il Real Madrid non mi ha voluto, coltivo le mie passioni: gli esteri e la cronaca. Sogno di inseguire gli scoop ovunque essi si nascondano. Se leggo qualcosa, non riesco a tralasciare nulla: impiegando 2/3 giorni per finire un quotidiano. Amante del cibo e dei viaggi, vorrei girare il mondo e poterlo raccontare. Nel frattempo giro in scooter sotto la Madunnina.


Matteo Bruzzese

Ho 27 anni. Sono nato a Milano e cresciuto a Lacchiarella, piccolo paese di provincia. Dopo il liceo ho studiato all’Università degli Studi di Milano dove ho conseguito la laurea magistrale in Lettere Moderne con una tesi su Pier Vittorio Tondelli. Oltre all’amore per la letteratura sono un grande appassionato di musica, in particolare rock e hip hop e serie televisive. Da diversi anni collaboro con Sprint&Sport, settimanale di calcio dilettantistico e giovanile: grazie a questa esperienza ho imparato i rudimenti del linguaggio sportivo e ho girato i campi di calcio di tutta la provincia di Milano in cerca del nuovo Maradona ma non l'ho ancora trovato. Mi piace viaggiare e sogno di diventare giornalista per poter raccontare storie da tutto il mondo, con uno sguardo sempre rivolto a chi non ha voce.


Marco Emiliano Castro

Ho 25 anni e sono nato a Trieste. Dopo la maturità scientifica mi sono iscritto alla facoltà di Lettere Moderne della mia città, conseguendo la Laurea triennale nel 2013 con una tesi in storia contemporanea. Mi considero un malato di sport. Tutto parte dal calcio, che pratico anche “attivamente”, ma negli anni ho maturato una passione sfrenata anche per ciclismo, tennis, sci, atletica e basket. Adoro scriverne e parlarne e vorrei farne la mia professione. Poi c’è la musica, inglese of course. I Fab Four sono una religione e tutto ciò che ascolto parte da loro. E per finire, i viaggi. Amo visitare la vecchia Europa e i suoi luoghi segnati dalla storia.


Iacopo Catarsi

Ventitré anni spesi per lo più a Pisa, intervallati da qualche breve fuga nel corso degli anni verso l’amata Inghilterra. Nella mia città ho cominciato a scrivere per La Nazione: sport, cronaca, cultura, politica. Una palestra di scrittura a tutti gli effetti. In parallelo, già dagli anni del liceo, ho cominciato a scrivere canzoni per la band da me formata, i Burnages. Credo fermamente nella potenza espressiva della musica ma alla fine devo ammettere che anche le parole non sono male. Da interista ho sempre sognato Milano e un abbonamento al secondo arancio di San Siro: ok il calore della curva, ma da lì le partite si vedono meglio. Desideroso di diventare giornalista, sono finalmente arrivato al cospetto della Madunina.


Leonardo Cavallo

Vissuto da sempre in un paesino ligure di fronte al mare, dopo la maturità classica ho deciso di trasferirmi a Milano. In questi anni ho avuto il privilegio di conoscere persone straordinarie, che spendono la loro esistenza per aiutare gli altri, e ho capito che vorrei imparare a vivere come loro. Penso che conservino esperienze preziose e, se poterle condividere e raccontare diventasse il mio lavoro, sarebbe fantastico. Conoscere persone così interessanti e poter dar loro voce è la ragione principale per cui vorrei diventare giornalista. Mi interesso anche di politica, soprattutto dei retroscena, di cultura e di inchieste. Sono appassionato di iconologia, mi piace visitare chiese e musei, osservare i quadri, godermi un bel paesaggio e leggere poesie.


Giuseppe China

Classe 1988, ibrido di nascita (½ toscano e ½ siciliano) e “nomade” per scelta. Da piccolo sognavo di diventare un campione olimpico di nuoto, adesso sono solamente un grandissimo appassionato del binomio inscindibile sport-politica. Dopo aver conseguito la maturità classica, mi sono trasferito a Milano per studiare Scienze Politiche all'Università Statale. Ho un rapporto decisamente incoerente e a volte conflittuale con il capoluogo lombardo; apprezzo a dismisura le opportunità che offre, ma ne detesto il clima. Se per disgrazia o per fortuna, dipende dai punti di vista, mi ritrovassi nella più classica delle isole deserte non potrei fare a meno di un cd dei Beatles. Perché il giornalismo? E' uno dei pochissimi mestieri che permette di raccontare fatti, ma soprattutto persone.  Segni particolari: idealista incallito. 


Elisa Conselvan

Sono nata e cresciuta a Milano e dopo il liceo classico mi sono laureata in Lettere Moderne sia alla triennale sia alla specialistica. Ho scritto una tesi sulla Terza Pagina dei quotidiani e una su Mark Twain, che è appena diventata un libro. Adoro scrivere e vorrei farne un mestiere. Sono profondamente innamorata dell’Italia, ma mi sento europea e vivo la diversità come una ricchezza. Ho vissuto due anni in Olanda e Amsterdam mi è rimasta nel cuore. Mi affascina l’industria editoriale e ho lavorato nella comunicazione. Ho un mio blog nuovo di zecca dove raccolgo tutti i miei progetti e l’ho chiamato Rara Felicità in omaggio a Ungaretti perché “il mio supplizio è quando non mi credo in armonia”. Sogno l’America e sono una grande fan di Italo Calvino. Vedo il mondo come un labirinto, dove se il giornalismo aiuta a orientarsi, la letteratura aiuta a non perdersi.


Francesca Conti

Milanese di nascita e di religione, da sempre con la penna in mano, vera e propria cultrice dell’italiano e dei suoi sommi poeti, mi sono laureata in Lettere moderne alla Statale di Milano. Temo di essere stata una precoce delusione per Dante e i latinisti, perché durante il mio percorso universitario mi sono presa una cotta irreparabile per l’arte contemporanea. Ho collaborato con una testata online italo-americana occupandomi di recensione di mostre, libri, spettacoli e festival internazionali e col tempo la cotta si è trasformata in vero e proprio amore, soprattutto per la street e la performance art. Grazie a Cosa tiene accese le stelle di Mario Calabresi ho capito di voler fare della ricerca della verità una missione e una passione per la vita.


Claudio Cucciatti

Ho 23 anni, vengo dalla Toscana e ho tre grandi passioni: il calcio, la letteratura ed il giornalismo. Sono riuscito a unirle in una tesi su Gianni Brera e mi sono laureato in Lettere Moderne. Ho collaborato con un settimanale sportivo e nella redazione web di Repubblica Firenze, occupandomi di social network. Anche se sono un figlio adottivo della città per ragioni di studio e lavoro, da fiorentino vero sono innamorato e geloso della squadra con la maglietta viola e il giglio sul petto. Mi piace viaggiare e frequentare questa scuola mi dà la possibilità di conoscere Milano e la Lombardia, realtà diverse da quelle mediterranee che adoro. A quello che impariamo a lezione - e nella vita - cerco di aggiungere impegno, disponibilità, determinazione e un sorriso. Non è una ricetta che sempre funziona, ma sono ingredienti che possono aiutare.


Andrea Danneo

Sono Andrea Danneo. Ho venticinque anni, palermitano di nascita e milanese acquisito praticamente da sempre. Mi sono iscritto e laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano inseguendo la passione di scrivere e di raccontare storie. Due collaborazioni presso Sportmain.it (sezione Basket NBA e Rugby) e presso Nuovasesto.it mi hanno fatto capire che raccontare il mondo è una delle forme più dinamiche e erroneamente sottovalutate di scrivere. A orientare la mia scelta verso una formazione di stampo giornalistico sono state le letture delle pubblicazioni di Beppe Severgnini, Massimo Gramellini, Michele Brambilla e Gian Mauro Costa, senza dimenticare il motto del grande Barzini, che del mestiere del giornalista ha detto che è certamente il più bello del mondo, in più «è sempre meglio che lavorare».


Antonio Di Francesco

È difficile capire quando nasce un’inclinazione. Si sente dentro, e dapprima la si vive come un sogno, poi, crescendo, si prova a dar corpo a quel sogno, affinché divenga realtà. Questo è la mia storia ed il senso della mia presenza in questa scuola. Mi chiamo Antonio Di Francesco, ho 23 anni e vengo da Carsoli, un piccolo paese al confine tra il Lazio e l’Abruzzo. Ho frequentato i gradi dell’istruzione primaria e secondaria nel mio paese, poi, nonostante il parere sfavorevole di molti, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Lettere Moderne, presso l’Università Sapienza di Roma. Ricordo ancora la domanda che in molti mi rivolsero: “Lettere? Ah vuoi diventare un professore?” Erano fuori strada.


Marianna Di Piazza

Sono nata a Udine 23 anni fa. Ho deciso di diventare giornalista durante gli anni del liceo scientifico quando ho capito che con i numeri non andavo molto d’accordo e che scrivere mi faceva stare bene. Così è iniziata la mia collaborazione con il Messaggero Veneto. Determinata a diventare giornalista professionista, mi sono laureata in Relazioni Pubbliche all’Università di Udine e ho terminato il percorso universitario con la laurea magistrale in Editoria e Giornalismo all’Università di Verona. Ho collaborato per un anno con un quotidiano online occupandomi di Esteri e in particolare della situazione in Medio Oriente. Cresciuta leggendo i reportage di Oriana Fallaci, il mio sogno è di diventare una reporter dalle zone calde del pianeta. Viaggiare, vivere, capire e raccontare i teatri di guerra, perché anche dietro ai conflitti più cruenti ci sono persone e sentimenti.


Gianluca Durno

Ho ventisei anni, sono nato a Pietrasanta, ma vivo a Carrara — quella delle cave di marmo e di Gigi Buffon, per intenderci . Ho la maturità classica e una laurea in Linguaggi dei media all’Università Cattolica. Vivo tra estreme certezze e dubbi indissolubili. Penso che mi piaccia comunicare, ma con questo non intendo massacrare di parole gli esseri altrui. Dico questo dopo aver ragionato su alcune mie passioni: la musica, il giornalismo e i tatuaggi. Scribacchio testi e musica: avevo una rock band e la voglia di scrivere canzoni. Per quanto riguarda il giornalismo, non è che amo il giornalismo. Amo la funzione sociale e civile che porta con sé. Mi piacerebbe scrivere in Italia e per l’Italia. Mi piacerebbe almeno provare a scavare nel marcio, negli abusi, nelle ingiustizie che mangiano come un cancro il nostro Paese.


Stefano Galimberti

Sono nato a Magenta, in provincia di Milano, dove vivo da ventitré anni. Un anno fa mi sono laureato in Lettere moderne all’Università Cattolica di Milano. Ho scritto una tesi in storia del giornalismo sulla figura di Indro Montanelli, che continuo a leggere, non appena viene pubblicato un nuovo libro su di lui. Fin dalle scuole elementari, con il Milan nel cuore, ho coltivato il sogno di poter lavorare per la carta stampata come telecronista sportivo. Con gli anni e gli studi ho affiancato, all’amore per il calcio, interessi più ampi: oggi seguo con piacere le vicende politiche italiane e internazionali, così come i fatti più importanti di cronaca. Il mio desiderio più grande è quello di comprendere appieno il mondo nel quale vivo e penso che la professione di giornalista possa offrirmi questa straordinaria opportunità. Motivo per cui la ritengo la più bella al mondo.


Lorenzo Giarelli

Sono nato sette ore dopo la mezzanotte di Natale a Massa, città famosa per il marmo di Carrara, per il mare della Liguria e per lo sfarzo di Forte dei Marmi lì a fianco. In pratica, sono abituato a stare ad un centimetro (o a sette ore) dalle cose importanti. Dopo una laurea a Siena ho vissuto a Londra: di giorno studiavo giornalismo, di notte lavoravo al McDonald’s, una jungla di fame chimica. Me ne sono andato dall’Inghilterra quando ho capito che non c’era da fidarsi di una lingua in cui “ti amo” e “vi voglio bene” si dicono allo stesso modo. Ho un blog mio, aperto per provare il brivido di essere l’editore di me stesso. Si chiama Disperato erotico blog, in onore della canzone di Dalla e della sua impresa eccezionale. Collaboro per Italians of London, punto di riferimento per italici in Uk, e per Your Edu Action, portale dedicato al mondo della scuola. Amo il cinema e colleziono dvd. Film preferito: 8½.


Federica Guidotti

Classe 1990, veronese, pendolare alla triennale tra Verona e Brescia, ho coronato il mio sogno di vivere a Roma dove mi sono laureata in Professioni dell’editoria e del giornalismo alla Sapienza. Ho conosciuto il mondo del giornalismo al Giornale di Brescia dove prima alla sezione cronaca cittadina e poi alla sezione web&tv ho svolto due stage. Sono appassionata di calcio: guai a dire che le donne non ne capiscono niente e seguo il mio Verona dalla prima media ogni domenica. L'amore è così forte che, nonostante sia spesso lontana dalla mia città, faccio di tutto per tornare in tempo all'appuntamento di rito. Ho la valigia sempre pronta e appena riesco parto, quando non posso rileggo Terzani e la Fallaci. Tennista un tempo semi-seria ora per puro divertimento, curiosa, decisamente schietta, preferisco far parlare gli altri che parlare di me.


Rita Italiano

Mi appassionano la Storia e le storie e sono convinta dell’importanza di cercare punti di vista sempre nuovi, diagonali, per guardare il mondo. I libri sono la mia tazza di tè e mi piace confidare nella possibilità di conciliare la carta con la tecnologia e le sue potenzialità. Provo a coltivare una scrittura scarna e comprensibile, senza fronzoli e orpelli ma che vada dritta al punto. Il senso ultimo del giornalismo come impegno civile e il tentativo di fornire alla pubblica opinione gli strumenti per interpretare il flusso di notizie che ci circonda sono insieme le mie motivazioni e le mie ambizioni.


Asako Kuroda

Nata a Osaka, in Giappone, nel 1989. Da piccola ascoltavo sempre mia nonna raccontare dei suoi viaggi in Europa, e in particolare, del suo amore per l'Italia. Grazie a lei, mi è nata la passione per culture e lingue completamente diverse dalla mia e ho deciso di studiare lingue presso l'Università di Osaka. A 20 anni ho fatto un anno di vacanze-studio a Roma che ha cambiato la mia vita: subito dopo la laurea mi sono trasferita a Tokyo per lavorare nell'ambito dello scambio culturale e della relazione pbblica. Quando l'ufficio mi ha permesso di fare esperienza all'estero, sapevo già cosa volevo fare: giornalismo. Perché, anche se dopo due anni dovrò tornare in ufficio, non come giornalista ma come impiegata, sono sicura che tutto quello che imparerò qui con altri studenti motivati mi aiuterà per qualsiasi lavoro che farò in futuro.


Benedetta Maffioli

Sono Benedetta, una ventiduenne che, seppur milanese da generazioni, cresciuta all’ombra delle guglie del Duomo, non ha ancora perso l’abitudine di emozionarsi ogni volta che da un tetto meneghino o lungo corso Vittorio Emanuele scorge da lontano la Madonnina. Laureata in linguaggi dei media, ho sempre nutrito un forte interesse per il mondo delle news in particolare per i mutamenti che stanno travolgendo il panorama mediatico dall’irruzione del digitale. Dopo un periodo di stage in una testata giornalistica televisiva, ho capito che quella sarebbe stata la mia strada: girare per la città intervistando le persone e dando voce a realtà bisognose di essere raccontate. Ma se mi chiedessero di condurre un telegiornale non direi di no.


Graziella Matarrese

Nata a Milano nel 1991, dopo aver scoperto l’amore per la scrittura al liceo Parini, mi sono laureata in Filosofia con una tesi in Etica della vita all’Università Vita Salute San Raffaele. L’esigenza di una formazione eterogenea e la passione per il digitale mi hanno portata a conseguire un master in marketing alla Bocconi e ad intraprendere un’esperienza lavorativa in un e-commerce a Parigi: erano i mesi caldi dei fatti di Charlie Hebdo, ed è stato in quel periodo che ho capito quanto mi attraesse il mondo dell’informazione. Sono curiosa ma credo dogmaticamente nel valore critico dello scetticismo. Piuttosto ipocondriaca, valuto le persone in base alla loro inclinazione al sarcasmo. Tra le mie passioni ci sono la musica, i vecchi film, i cartoons il surfing sul web. Mi sento un maschiaccio ma cerco di non darlo troppo a vedere.


Ilaria Mauri

Ventidue anni, milanese convinta, una laurea in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica e in tasca il sogno di diventare giornalista. Da piccola mi dicevano che non stavo mai zitta e crescendo le cose non sono cambiate, anzi. Amo la parola in tutte le sue forme e ne venero la potenza. Le mie esperienze giornalistiche di collaborazione con diverse testate locali e con la redazione online di Prima Comunicazione mi hanno dato le basi di questo mestiere. Arrivo da sei mesi di stage alla redazione di Tgcom24 sotto la guida di Paolo Liguori e da un corso di scrittura giornalistica alla London School of Journalism grazie al quale ho fatto una full immersion nella vita londinese. Sogno di girare il mondo da giornalista e di vederlo con gli occhi delle persone che incontrerò, senza stancarmi mai di raccontare ogni cosa.


Marco Mazzetti

Ha 22 anni e proviene dalla provincia di Varese. Spesso ha la testa tra le nuvole, ma tiene i piedi ben saldi a terra. Dopo la laurea in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano coltiva l’ambizione di diventare giornalista. Attratto dalle parole, le rincorre e le ricerca per tutta la giornata, e ama scovare storie sportive e sconosciute. Estroverso, curioso e sempre pronto alla battuta, adora scrivere quando fuori piove. Ha una fede nascosta nel calcio, che ogni domenica lo inchioda davanti a un televisore o in uno stadio. Parla tre lingue e sogna di vivere all’estero. Odia i giudizi affrettati e gli opportunisti. Nel tempo libero scrive, gioca a calcio e va ai concerti ma soprattutto sogna di trasformare la sua passione in un lavoro.


Giovanni Migone De Amicis

Classe ‘87, milanese doc, vivo della mia curiosità. Mi sono accostato al mondo con lo sguardo di chi guarda dal buco della serratura. Andare più a fondo, allargando l’orizzonte, è un atteggiamento che ritengo fondamentale. La laurea in Storia, conseguita in università Statale di Milano, nonostante un biennale pit-stop alla facoltà di Architettura, mi ha fatto sviluppare una “patologica” fissazione per la consecutio degli eventi e il loro legarsi nell’eterno circolo causa-effetto. L’interesse per l’area mediorientale è venuto da sé verso la fine degli studi, in fase di redazione della tesi, e grazie ad esso mi sono ritagliato per me un pezzetto di web per blaterare in santa pace di geopolitica e mercato energetico. Ma, ovviamente, non mi sottraggo alla definizione di italiano medio e la passione per il calcio scorre nelle mie vene.Backpacker a tempo perso, il sogno è un biglietto per il Sud America.


Gianluca Pisacane

Torinese DOC e granata nel cuore, Gian Luca Pisacane è nato nel 1993 da una mamma con fin troppa pazienza. Terremoto dalla nascita, fin da piccolo lo chiamavano il “romanziere”: nei temi in classe non finiva mai in tempo e scriveva sempre troppo. Chiedere, scoprire e curiosare sono le sue passioni, per osservare il mondo con un occhio critico e aperto alla sorpresa. Ha studiato Economia aziendale per ampliare le proprie conoscenze e ora punta lontano, sperando in una carriera da giornalista. La settima arte lo ha cresciuto e guarda a Paolo Mereghetti come un obiettivo da raggiungere. Il giornalismo cinematografico lo intriga, ma è aperto a qualsiasi tipo di notizia. Non importano l’argomento o l’ambito, ciò che conta è essere il tramite della notizia, colui che la racconta al mattino quando si leggono i giornali.


Francesca Oliva

Nata e cresciuta a Saronno, mi sono laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, con una tesi sulle migrazioni illegali e il traffico di esseri umani. In Cina, ho approfondito i temi della proprietà intellettuale e delle problematiche ambientali, partecipando a una Summer School internazionale a Pechino. Negli ultimi anni, ho vissuto per qualche mese all’estero, prendendo parte a missioni umanitarie in Israele, Kenya e Tanzania. Da sempre nutro una grande passione per il giornalismo, la fotografia e i viaggi, interessi che mi hanno reso sensibile al sociale, attenta e curiosa, ricettiva e, in fondo, anche un po’ critica. Seguo con attenzione la Cronaca Nera e gli Esteri, con un focus particolare sul Medio Oriente. Nel tempo libero, mi dedico ai documentari e al mondo dei telefilm, di cui sono una vera fan.


Indro Pajaro

Classe ’93 proveniente dalla provincia di Varese, condivido il nome con uno dei più importanti giornalisti italiani dal quale spero di attingere anche solo un briciolo di bravura e competenza. Ho scoperto a 18 anni la passione per il giornalismo e, nel luglio 2015, ho conseguito la laurea in Linguaggi dei Media in Università Cattolica, a Milano. A metà tra l’essere pragmatico e sognatore, follemente curioso e socievole, ho alle spalle un paio di collaborazioni con testate sportive online che mi hanno avvicinato all’editoria sul web. Ho molteplici interessi ma quello che mi sta più a cuore riguarda il football, tanto che ho pubblicato un libro sulle rivalità calcistiche del Regno Unito. Ritengo che un buon giornalista debba informarsi di persona e mai scrivere per sentito dire. Lo confesso: non sopporto chi non argomenta le proprie idee o peggio ancora chi non ne ha.


Andrea Siravo

Classe 1992. Milanese. Astronauta, calciatore e dottore. Nessuna delle tre. Quando da piccolo mi chiedevano cosa volessi fare da grande ho sempre risposto il giornalista. Il mondo dell’informazione mi ha sempre attirato per la sua capacita di soddisfare la mia sete di curiosità. Ignorando chi dice che non c’è futuro nel giornalismo mi sono laureato in Linguaggi dei media all'Università Cattolica del Sacro Cuore e adesso provo a trasformare una passione in lavoro. Mi piace osservare, leggere e ascoltare. Parlo poco ma non per timidezza. Prima di dire la mia voglio aver il maggiore numero di informazione per cercare di non essere superficiale. Amo viaggiare. Quando sono a casa mi divido tra sport e serie tv. Sono appassionato di telefilm a tal punto da averci scritto la tesi di laurea.


Davide Zamberlan

Da Londra a Milano, un viaggio solo andata per lasciare il mio vecchio lavoro, respirare aria nuova e ritornare a studiare. Perché? È stata la voglia di spogliarmi di ciò che non mi divertiva più, che non mi dava più emozioni. La volontà di seguire un sogno e far diventare lavoro quella che è sempre stata una passione nascosta e coccolata, a volte soffocata: scrivere. Raccontare di me, raccontare storie, raccontare emozioni. Ed eccomi qui: dopo 9 anni passati in una società di consulenza a gironzolare in giro per l’Italia e l’Europa, tanti amici, tante partite di calcetto, tanti pezzi di esteri letti ma mai scritti, tanti libri sulla storia di Venezia e di Mordecai Richler. Dopo una laurea in Economia Politica e una formazione classica al liceo della mia città, Vicenza. E la voglia di occuparmi di Medio Oriente.


Matteo Zorzoli

Nato a Vigevano nel 1992. Dopo il liceo classico, che mi ha trasmesso la passione per la scrittura e la letteratura, mi sono laureato in Economia a Pavia. Dopo anni di calcio giocato ho appeso gli scarpini al chiodo, ma ho comunque conservato un amore incondizionato verso quello che ritengo lo sport più bello del mondo; sogno di vedere una partita di Premier League in uno stadio inglese. Appena posso vado al cinema e mi piace aggiornare le mie top10 cinematografiche con gli amici. Grazie alla passione per i viaggi dei miei genitori, ho girato mezzo mondo “on the road”, ma mi manca ancora tanto da vedere. Anche se il mio primo amore è Londra, alla quale riservo almeno tre giorni ogni anno per tornarci e vedere cosa è cambiato. Testardo, pignolo, milanista, daltonico, sono ancora incazzato per il 14/15 alla prova di italiano della maturità.